SILLABAZIONE

GRAMMATICHERIE

Troppe le regole della grammatica italiana! Le eccezioni sono infinite! Quante volte abbiamo sentito il “lamento” dei nostri studenti?  Quante volte rassegnati ad imparare a memoria poichè non ne comprendevano la logica?

Qui argomentiamo, grazie alla nostra professoressa Valeria, di alcuni errori più comuni ma di facile “mnemonica” risoluzione: la SILLABAZIONESìllaba s. f. [dal lat. syllăba, gr. συλλαβ, der. del tema di συλλαμβάνω «prendere insieme, riunire»]. – La minima unità fonica (autonoma e distinta sotto l’aspetto dell’articolazione) in cui si possono considerare divise le parole e in cui in effetti si dividono quando, nella scrittura o nella stampa, sia necessario, dovendo andare a capo, spezzare una parola tra la fine di una riga e l’inizio di quella seguente: le parole di una sola s. si chiamano monosillabi, di due o più s. polisillabi; «lasciare» ha tre s.la divisione in sillabe è facile in italiano e in francese, difficile in inglese. (Fonte Treccani)

Dividete in sillabe:

  1. accostamento
  2. asintomatico
  3. autunnale
  4. capriola
  5. contorsione
  6. destra
  7. dispari
  8. euclideo
  9. logopedista
  10. sociologia
  11. tergicristalli
  12. universitario

Soluzioni

  1. ac-co-sta-men-to;
  2. a-sin-to-ma-ti-co;
  3. au-tun-na-le;
  4. ca-pri-o-la;
  5. con-tor-sio-ne
  6. de-stra;
  7. di-spa-ri;
  8. 8 eu-cli-de-or
  9. lo-go-pe-di-sta;
  10. so-cio-lo-gi-a;
  11. ter-gi-cri-stal-li;
  12. u-ni-ver-si-ta-rio.

Le norme che regolano la divisione delle parole in sillabe sono nove:

  1. Una vocale a inizio di parola seguita da una consonante forma da sola una sillaba: o-no-re.
  2. Una consonante semplice forma una sillaba con la vocale seguente (anche x, che di fatto vale per c+s, si comporta comei una consonante semplice): li-do, Do-xa.
  3. Due o tre lettere che rappresentano un unico suono non si dividono e formano un’unica sillaba con la vocale seguente: ra-gio-ne (non ra-gi-one),  pi-glia-re, co-scia.
  4.  Non si dividono i gruppi di due consonanti formati da b, c, f, g, p, t, v + l o r. ru-blo, sa-cro, A-fri-ca, si-gla, re-pli-ca, te a-tro, do-vre-i
  5. Non si divide il gruppo formato da s + consonante: la s che precede una consonante (detta anche «s impura») forma sempre un’unica sillaba con la consonante e la vocale che seguono: na-sco, mo-stra, Gi-smon-di.
  6. Si dividono i gruppi di due consonanti uguali e il gruppo cq: val-le, sas-so, ac-qua.
  7. Si dividono i gruppi formati da due consonanti qualsiasi cal-do, por-ta, fuc-sia, Ed-gar-do, Daf-ne, Lep-tis. Il criterio alla base di questa norma è quello di non far cominciare una sillaba con un gruppo di consonanti che non si troverebbero a inizio di parola; è il caso, negli esempi citati, di ld, rt, cs, dg, fr. pr. Invece, esistono molte parole inizianti per bl (blocco) o cr (creta) – in armonia con la regola 4 -e molte altre parole inizianti per s + consonante (scarpa, strano, smania), in armo nia con la regola 5.
  8. Nei gruppi di tre o più consonanti la divisione avviene tra la prima e la seconda consonante: com-pro, pol-tro-na, in-ter sti-zio. Quando l’incontro tra seconda e terza consonante dà luogo a un gruppo non ammesso dalla fonetica italiana (vedi regola 7), la divisione avviene tra seconda e terza consonante: feld-spa-to, tung-ste-no.
  9. Nell’incontro di vocali si possono dividere solo le vocali che non si pronunciano insieme (le-o-ne, bo-sni-a-co), non quelle che formano un dittongo (fiam-ma, feu-do, pie-de) o un trittongo (a-iuo-la).

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