LA VERA STORIA DI BABBO NATALE

“Ho smesso di credere a Babbo Natale quando avevo sei anni. Mamma mi portò a vederlo ai grandi magazzini e lui mi chiese l’autografo.” (Shirley Temple)

È dicembre e tra pochi giorni si scarteranno i regali portati da Babbo Natale, un personaggio mitico entrato nella nostra tradizione e che regala gioia, magia e speranza ai bambini di tutto il mondo e infondo, anche ai grandi che vorrebbero tornare a crederci.

Vediamo insieme allora la storia di questo mitico personaggio con aneddoti e curiosità interessanti per entrare ancor di più nell’atmosfera festosa di questi giorni.

Tutto nasce dalla figura di San Nicola diventato poi Santa Claus (corruzione del latino Sanctus Nicolaus), un personaggio che visse nel IV secolo e che si festeggia tradizionalmente il 6 dicembre, secondo quanto narra la leggenda San Nicola regalò proprio una dote a tre diverse fanciulle povere affinché si sposassero e non andassero a prostituirsi. La sua proverbiale bontà divenne così spunto per altre leggende, si dice infatti che San Nicola salvò anche tre fanciulli.

Questo santo arrivò alla vecchiaia e anche qui la leggenda narra che aiutò i suoi fedeli regalando un olio profumato sgorgato dalle sue reliquie che vennero conservate fino al XI secolo nella cattedrale di Myra. San Nicola divenne poi famoso nel mondo quando divenne santo protettore dei marinai Bizantini tra il VII e il VIII secolo.

Il Santo vescovo di Myra, nei secoli, è stato legato alla figura del vecchio portadoni. È diventato il Santa Claus dei paesi anglosassoni, e il NiKolaus della Germania che a Natale porta regali ai bambini. Ogni popolo lo ha fatto proprio, vedendolo sotto una luce diversa, pur conservandogli le caratteristiche fondamentali, prima fra tutte quella di difensore dei deboli e di coloro che subiscono ingiustizie.

Il suo emblema, il bastone pastorale, simbolo dell’episcopato, è rappresentato da tre sacchetti di monete, o anche tre palle d’oro, queste in relazione alla leggenda della dote concessa alle tre fanciulle. Nello stemma di Collescipoli (Terni) è rappresentato a cavallo con un fanciullo alle sue spalle. Negli affreschi dell’Abbazia di Novalesa (XI secolo), tra i primi conosciuti in occidente, porta il pastorale e indossa una casula blu e una raffinata stola a motivi geometrici. Tradizionalmente viene quindi rappresentato vestito da vescovo con mitra e pastorale.

La tradizione di San Nicola che porta regali ai bambini in Italia è festeggiata a Bari, Molfetta, Trieste e Bolzano, in Friuli e in Alto Adige, nel Bellunese e nella Sinistra Piave, sotto il nome di San Nicolò. Nelle località dell’Arco Alpino (Svizzera, Austria, Alto Adige) San Nicolò è solitamente accompagnato da un personaggio chiamato Krampus (Knecht Ruprecht nelle località più settentrionali) una sorta di diavolo a cui si attribuisce il ruolo di rapitore di bambini.

San Nicola è molto popolare anche in altri paesi Europei (Paesi Bassi, Francia, Belgio, Austria, Svizzera, Germania, Estonia e Repubblica Ceca).

Nei Paesi Bassi, in Belgio e in Lussemburgo, Sinterklaas (Kleeschen in lussemburghese) viene festeggiato due settimane prima del 5 dicembre, data in cui distribuisce i doni (il suo compleanno risulta essere il 6 dicembre). Il culto di san Nicola fu portato a Nuova Amsterdam (New York) dai coloni olandesi (è infatti il protettore della città di Amsterdam), sotto il nome di Sinterklaas, dando successivamente origine al mito nordamericano di Santa Claus, che in Italia è quindi diventato Babbo Natale. Sinterklaas appare come personaggio in numerose storie a fumetti Disney di produzione olandese.

Legando insieme la tradizione di queste narrazioni sacre nacque la figura dell’omone con la barba bianca che faceva regali ai bambini buoni; il personaggio che conosciamo noi però è frutto della fantasia di Clement C. Moor che nel 1882 scrisse “Una visita da San Nicola” ritraendo questo santo che scendeva dai comignoli sui tetti, in abito verde e lunga barba bianca per fare i regali ai giovani fanciulli più buoni, il libro nella sua prima versione era illustrato.

La versione di Babbo Natale che conosciamo oggi con l’abito rosso e bianco è però del 1930 quando la Coca-Cola decise di avere Babbo Natale come testimonial della propria bevanda e creò di conseguenza una tradizione che dura ancora oggi: il papà del disegno dell’uomo che oggi tutti conosciamo fu Haddon Sundblom.

La leggenda di Babbo Natale è comunque intrecciata e presente in tante culture diverse: per i popoli germanici era Odino che ogni anno teneva una grande battuta di caccia con coloro che erano morti in guerra valorosamente donando gioia e i bambini lasciavano calze appese ai caminetti per sfamare i cavalli del dio e della sua corte mentre in Islanda sono 13 folletti a fare le veci di Babbo Natale ed è per questo che quando vediamo Babbo Natale all’opera è sempre attorniato da folletti industriosi che lo aiutano a preparare i regali.

“Certo, dire che Babbo Natale non esiste non è una bella notizia. Anzi, è una brutta notizia. D’altra parte cosa si dovrebbe dire? Che ci sono le prove scientifiche dell’esistenza di Babbo Natale? E che esistono le testimonianze di milioni di persone che hanno trovato giocattoli sotto il camino o sotto l’albero?” (Piero Angela)

 

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