IL COLOSSEO QUADRATO

Il nome di Palazzo della Civiltà Italiana non è di per sé particolarmente evocativo. Forse chiamandolo Colosseo quadrato una sagoma, magari non definita, comincia a prendere forma nella mente.

Il quartiere dell’EUR a Roma ancora oggi, a 70 anni dal suo concepimento, divide i romani prima e gli italiani dopo. C’è chi vede un riuscito esempio di razionalismo, chi invece vede l’ennesimo evento di una politica accomodante, incapace di troncare i rapporti con un passato ingombrante ma fondamentale per uno stato che ha sempre faticato ad avere un’identità unitaria.

Il Colosseo quadrato resta un edificio profondamente intriso di retorica. Qui però arriva il genio italiano, alla propaganda del razionalismo è stato in un certo senso infuso il gusto colto locale. Il prodotto è un edificio monumentale ma leggero, che coniuga il travertino, la pietra dell’Impero dei Cesari con il cemento, la pietra dell’Impero fascista che proprio in quegli anni raggiunse l’apice della popolarità.

Non è un’analisi “nostalgica”, ma un dato di fatto che serve conoscere per capire il quartiere in cui sorge.

Ma ora la curiosità che una volta scoperta non potrete più guardare il palazzo in questione con gli stessi occhi di prima.

Contate di quanti archi è composto un ordine. Fatto? Ora contate il numero di ordini di archi. Fatto? Ora contate le lettere del nome e cognome del presidente del Consiglio in carica dal 1922 al 1943. Se non ci siete ancora arrivati la soluzione è nella seconda foto.

(Fonte FB Cripto)