FATIMA – UNA GUIDA TURISTICA AFGANA ORA IN FUGA

Fatima

Questa ragazza di appena 22 anni si fa chiamare Fatima ed è una guida turistica ora in fuga dall’Afghanistan sin da quando in una calda giornata d’agosto una telefonata l’ha avvisata che i talebani erano alle porte della città e che lei sarebbe stata un loro bersaglio e vittima sicuro.

Fatima diceva “sono la prima e non voglio essere l’ultima” donna guida turistica in Afghanistan mentre rischiava ogni giorno la propria vita per dimostrare alle donne afgane che il lavoro era possibile, e così anche l’emancipazione e la libertà personale.

“Sono tutto ciò che i talebani odiano, se mi trovano mi ammazzano” ha dichiarato la giovane ragazza che si è fatta guida di milioni di donne che con il ritorno dei talebani al potere vedono minacciate le loro libertà guadagnate faticosamente negli ultimi 20 anni, dopo la guerra del 2001 degli USA contro il moviemnto islamista.

“Le cose stavano migliorando qui, anche per le donne. Non avrei mai pensato che sarebbero potuti tornare, che avrebbero potuto influenzare la mia vita e i miei sogni costringendomi ad abbandonare tutto ciò che amo e per cui ho combattuto”.  Ha ripetuto Fatima che teme per la sorte dei propri genitori rimasti a Herat dopo che lei è riuscita a raggiungere il Pakistan. “Se scoprono che hanno allevato una figlia come me o li uccidono subito o ne fanno un bersaglio fino a quando non mi consegno”, questa la sua paura più grande adesso.

Fatima non ha mai rivelato il suo nome, è la più giovane di 8 fratelli, l’unica non sposata e l’unica ad aver avuto un’educazione scolastica e non ha mai dichiarato il suo cognome per non essere vittima di estremisti tradizionalisti. Fatima ha imparato a leggere e scrivere con la radio inglese BBC e scrivendo sulla sabbia perché non possedeva fogli di carta. Ha perfezionato così il suo inglese e fino a qualche giorno fa portava in giro i turisti per la sua belle Herat, la terza città dell’Afghanistan. La sua vera svolta l’ha avuta grazie a Facebook, social in cui Fatima spiegava la sua città in gruppi dedicati al viaggio, fino a che nel 2020 è stata chiamata a collaborare con un paio di agenzie di viaggio della città.

Una ragazza piena di sogni e speranze, che ha combattuto per ottenere la sua libertà, che ha deciso, al contrario dei suoi fratelli e sorelle costretti al matrimonio, di lavorare. Fatima ha fatto conoscere al mondo la situazione delle donne nel suo Paese. Harat era la capitale culturale dell’Afghanistan, il cui primo nucleo risale ad Alessandro Magno, tra cui anche la cittadella. Fatima rappresenta una minoranza delle donne del suo Paese, appena il 19% di quelle che hanno un impiego fuori casa.

Durante il suo lavoro è stata presa a sassate da ragazzini mentre mostrava il mercato ai viaggiatori, e in molti l’hanno insultata perché non è accettabile vedere una donna che parla in pubblico anche con soli uomini. Per la sua sicurezza veste in modo non appariscente e non fa tour la sera. In un Afghanistan che non appare come una meta turistica, per via dei bombardamenti e le distruzioni, Fatima ha fatto riscoprire le bellezze della sua città a tutto il mondo e allo stesso tempo si è fatta portavoce di tutte le donne e delle loro libertà negate da un filone di tradizioni e di soprusi in atto da anni.

I talebani sono arrivati in Afghanistan, hanno chiuso le università e portato via le donne e le ragazzine proprio quando le cose stavano migliorando per milioni di ragazze. Fatima ha dichiarato in un post: “Sono tornati, non potrò più mostravi le nostre meraviglie. Grazie a chi ha ascoltato la mia voce. Beati voi che non vivete in Afghanistan, che non dovete temere che un talebano vi ammazzi. Continuate a inseguire i vostri sogni e a viaggiare. Se rimarrò viva ci rivedremo alla fine di questo attacco, perché voglio credere che presto avremo la pace”.

Firmato: “Una donna afghana destinata a lottare”.

© copyright 2021 – tutti i diritti sono riservati