KUNYAZA – UNA PRATICA SESSUALE MOLTO ANTICA

Kunyaza è una parola davvero interessante, erotica e sessuale che ha che fare principalmente con il piacere femminile. Non solo è una parola ma anche un modo di intendere l’erotismo e la sessualità. Se qualcuno ha sentito questa parola da qualche parte, è l’ora di scoprire cosa vuol dire ed entrare nel dettaglio.

Nel dialetto del Ruanda, il luogo dove è nata questa parola e questo modo di intendere la pratica sessuale, Kunyaza può essere tradotto in italiano “l’acqua sacra che sgorga nel mondo attraverso l’orgasmo femminile.”

Kunyaza quindi vuol sia dire orgasmo femminile che l’attitudine mentale degli uomini e la pratica che utilizzano per portare la donna al massimo piacere. In Africa e nel mondo il piacere femminile viene spesso sacrificato all’interno del rapporto sessuale, con questa pratica ciò non è così! Il piacere femminile viene al primo posto.

ORIGINE

Tutto sembra originarsi da un’antica leggenda africana: la storia narra che una potente e antichissima regina ruandese della III Dinastia per lenire l’assenza del marito utilizzasse uno schiavo e l’uomo intimidito da questa regina si accosta a lei tremando di paura; proprio questi tremiti danno a lei il vero piacere. Così tanto piacere che la regina ha un orgasmo così potente da creare il lago Kivu.

Il Kunyaza come pratica sessuale viene pubblicizzata al grande pubblico dal Dr. Nsekuye Bizimana come metodo unico e sicuro per portare la donna all’orgasmo, portandola fino alla eiaculazione. Questa pratica si può dividere principalmente in due fasi:

  • La prima fase non è penetrante. In questa fase l’uomo stimola le grandi labbra picchiettando e strofinando con il suo pene e poi non appena raggiunto un livello di eccitazione elevato si procede a stimolare, anche, le superfici interne delle piccole labbra e del vestibolo vulveare. In questa stimolazione rientra anche il toccare e stimolare il clitoride e il meato urinario.
  • La seconda fase è penetrativa in progressione. Qui il partner maschile, durante il rapporto sessuale, penetra la vagina con spinte superficiali alternate a spinte profonde. In questo caso spinge contro la cervice l’uomo mantiene movimenti penetratori circolari esagerati in modo avvitato. Molto spesso si può facilitare il movimento tenendo il pene tra medio e indice.

La pratica può essere considerata una libera espressione tradizionale ruandese anche se è presente nell’intera regione dei Grandi Laghi dell’Africa orientale e quindi non solo nel territorio del Ruanda ma in Burundi, Uganda occidentale, Repubblica democratica del Congo, Tanzania occidentale.

 

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