UN APPARTAMENTO FOLLE

L’appartamento della follia di Oleg Mitasov.

Oleg Mitasov stava per laurearsi in Economia. Era il suo giorno, e tutto era pronto per la dissertazione della tesi.

Quella mattina Oleg decise di prendere il tram per arrivare all’università. Dopo essere sceso, entrò nell’edificio in attesa del suo turno.
Purtroppo per lui mancava qualcosa.

La tesi, infatti, era rimasta sul tram ed una volta realizzato il fatto, era troppo tardi per poter fare qualcosa.

Oleg Mitasov non riuscì a laurearsi quel giorno.
Si dice che in seguito a quell’episodio andò incontro ad un breakdown emotivo da cui non si riprese più.

Poco tempo dopo decise di cominciare a scrivere un libro. Quando finirono le pagine, Oleg continuò a scrivere sui muri del salotto, fino ad arrivare al soffitto.

E poi ancora, scrisse sui muri della cucina, dentro al frigorifero e nel bagno. Ma lo spazio del piccolo appartamento per studenti non gli bastava, così cominciò a scrivere pure sulle scale esterne della sua proprietà, per poi sconfinare sul muro della casa accanto.

Oleg Mitasov scriveva, scriveva e scriveva. Ma si trattava di pensieri bizzarri, sconnessi dalla realtà, frasi spesso incomprensibili. I caratteri in cirillico, poi, cominciarono a diventare simboli illeggibili e senza senso, così come le parole utilizzate.
Ben presto per la gente del posto diventò un moderno “Van Gogh”.

Ad aggravare il suo fragile stato mentale, inoltre, vi era la persistente sorveglianza della polizia ucraina che lo riteneva essere una spia anti-comunista.
Nel 1999, all’età di 46 anni e dopo una diagnosi di schizofrenia, Oleg Mitasov morì in un ospedale psichiatrico per tubercolosi.

Attualmente molto è andato perso dell’eredità scritta da Mitasov poiché la famiglia ha fatto riverniciare i muri esterni ed interni della casa, diventata oggi un ufficio. Tuttavia il frigorifero ed il pianoforte si sono salvati da questa “bonifica”.

(Fonte FB Curiosità2)