EROS NELL’ANTICO EGITTO

Austeri. Proiettati verso l’aldilà. Impegnati nel culto dei morti più che dei vivi.E’ stata questa per secoli, l’immagine che ci è stata tramandata degli Egizi, ma siamo in grande errore. Circa 20’anni fa , finalmente, è stato esposto nelle sale del Museo Egizio di Torino,un papiro che è un documento eccezionale sull’eros degli Egizi. E’ conosciuto come il “Papiro n.55001 ” satirico/erotico” ed è il più ampio testo di illustrazioni erotiche dell’antichità egizia. Questo fragilissimo documento che risale al 1150 aC quando in Egitto dominava la XX dinastia dei Ramessidi ( per capirci, in quegli anni ci sarebbe stata la guerra di Troia ,mentre in Sicilia nasceva Trapani che , probabilmente è la più antica città d’Italia) fu scoperto o acquistato da Bernardino Drovetti a Deir El Medina, chiuso all’interno di un vaso e venduto poi, come centinaia di altri reperti, al re di Sardegna Carlo Felice nel 1824 che in quegli anni stava pensando ad un primo abbozzo di museo monotematico in Europa, da farsi in Torino , sede dei Savoia.

Proprio a Torino fu studiato anche da Champollion che scriveva a suo fratello, inorridito….”qui vedo un frammento di pitture, di oscenità mostruose e che mi danno un’idea molto singolare della gravità e sulla saggezza egiziana” Ma d’altra parte, in quei tempi “vittoriani e bigotti” non poteva che sfuggirgli la raffinatezza di questa cultura sia artistica che sessuale e infatti, il papiro fu considerato scandaloso e nascosto al pubblico.
Il papiro , che era in pessime condizioni: doveva misurare all’origine circa cm.320 (che è una misura standard nel periodo ramesside) con una larghezza di cm.21,8 ed è diviso in 2 parti.
La parte satirica che occupa lo spazio più corto (85 cm)e il cui inizio è andato perso, racconta di alcuni animali umanizzati es. il topo condottiero, la fortezza presidiata dai gatti, mentre la seconda parte, conservata nella sua interezza, di cm.174, racconta la vita reale di qualunque donna egizia soffermandosi negli aspetti erotici, nella scelta del trucco, dell’acconciatura dei capelli, ecc
La donna raffigurata indossa solo una parrucca e porta un fiore di loto fra i capelli: l’uomo è quasi calvo e al di là con gli anni e totalmente nudo. Le varie posizioni sono arricchite da alcuni testi espliciti, come un moderno fumetto.
Il fine dell’opera? Si pensa a un”KamaSutra destinato a divertire cortigiani o persone di classi abbienti con un codice linguistico volutamente “basso”anche se non privo di una certa raffinatezza.
Si è pensato anche ad un prontuario per giovani donne al fine di rimanere incinte o alla pubblicità di un bordello di Tebe.

(Fonte FB storia egizia)