AGGETTIVAMENTE

Aggettivaménte

avv. [der. di aggettivo]. – Con valore e funzione d’aggettivo: sostantivoparticipio usato aggettivamente.

Oggi parleremo appunto di aggettivi grazie al contributo della nostra professoressa Valeria.

L’aggettivo è una parte del discorso. Serve a modificare semanticamente un’altra parte del discorso (perlopiù un sostantivo), con cui si rapporta sintatticamente e, nella maggior parte dei casi,

ha una concordanza.

Caratteristiche generali 

Nelle lingue flessive, quasi tutti gli aggettivi sono parole variabili: sono cioè dotate di flessione nel genere e nel numero (esempi in lingua italiana: altoaltaaltialte) o solo nel numero (esempi in lingua italiana: grandegrandi) e talvolta anche nel caso (se la lingua ha la flessione dei casi) del nome corrispondente.

Anticamente, gli aggettivi e i sostantivi (o nomi) venivano classificati insieme: si riteneva infatti che i “nomi sostantivi” rinviassero ad una sostanza, un ente animato o inanimato, e che i “nomi aggettivi” si aggiungessero al primo (“aggiungere” in latino è adĭcere, da cui adiectīvum, “aggiuntivo”) per determinarlo in qualche modo. L’affinità tra sostantivi e aggettivi risulta evidente anche considerando che i primi possono essere usati come aggettivi, mentre i secondi possono sostantivarsi.

L’aggettivo, in rapporto al nome, può avere due funzioni:

  • attributiva quando si unisce direttamente al nome
  • predicativa quando, in un predicato nominale, costituisce la parte nominale, congiunta al soggetto dalla copula.

 

Posizione dell’aggettivo

La posizione dell’aggettivo caratterizza le diverse lingue:

In latino, esso precede il nome cui è collegato se è un suo epiteto:

  • pulchra domus (“(una) bella casa”).

Lo segue, invece, se opera in funzione di attributo:

  • manus dextra (“mano destra”).

In inglese, sloveno e in tedesco, l’aggettivo precede il nome cui è collegato:

  • bad situation (“brutta situazione”);
  • zdravo življenje (“sana vita”);
  • schönes Mädchen (“bella ragazza”).

In francese, tende a collocarsi dopo il nome che determina, il quale funziona così da testa del sintagma:

  • un chien fameux (“un famoso cane”).

(Fonte Wikipedia)

 

Fatta questa precisazione, ora argomenteremo in modo più chiaro su tale diverso valore e funzione dell’aggettivo: un sostantivo o un participio usato aggettivamente  appunto!

 

Che cosa significa…

  1. Bella vita?
  2. Bel mondo?
  3. Buone maniere?
  4. Dolce vita?
  5. Povero diavolo?
  6. Quarto mondo?
  7. Quarto potere?
  8. Vecchia guardia?

 

Soluzioni

  1. La bella vita è una vita agiata, comoda, o anche, mondana.
  2. Il bel mondo è l’alta società
  3. Le buone maniere sono i modi educati e cortesi.
  4. La dolce vita è un modo di vivere agiato, rilassato e spensierato. L’espressione si è diffusa con il film La dolce vita di Federico Fellini, del 1960.
  5. Un povero diavolo è un uomo sfortunato, che suscita compassione negli altri.
  6. Il quarto mondo è l’insieme dei Paesi più poveri della Terra, privi anche di risorse naturali.
  7. Il quarto potere è quello dei mezzi di comunicazione di massa che influenzano l’opinione pubblica; quarto perché viene dopo i tre fondamentali  – legislativo, esecutivo, giudiziario – ,sulla cui separazione si fonda lo Stato democratico.
  8. La vecchia guardia sono i più anziani e fedeli  seguaci  di un partito, un movimento, un’associazione, o anche i più anziani dipendenti di un’azienda.

 

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