SAN BARTOLOMEO SCORTICATO- UNA STATUA “SOFFERENTE”

San Bartolomeo

Il Duomo di Milano è forse il monumento più famoso della città capoluogo della Lombardia. Un imponente e massiccio edificio composto da tante guglie e ricoperto di finestroni e statue in pieno stile gotico. Ma c’è una statua che rappresenta un vero e proprio incubo per i bambini e anche per gli adulti che visitano le navate della chiesa più famosa della città: la statua di San Bartolomeo.

Si trova infatti all’interno del Duomo di Milano, nel transetto di destra fra l’altare della Presentazione e quello di Sant’Agnese, ma non avrete problemi a riconoscerla. La statua di San Bartolomeo Scorticato è infatti molto particolare perché i dettagli anatomici sono molto esposti per sottolineare la sofferenza del Santo.La statua di San Bartolomeo scorticato è diventata una vera e propria attrazione per i turisti e adesso scopriremo perché. La statua si inserisce nel filone cinquecentesco dello studio dell’anatomia umana e della sua rappresentazione. In quell’epoca, l’uomo era considerato al centro dell’universo, con la sua sapienza e la sua mente, così come ha rappresentato anche Leonardo da Vinci con L’uomo vitruviano. Per questo motivo molti artisti studiavano la conformazione del corpo umano utilizzando i cadaveri. Basti pensare che la prima opera scientifica di anatomia di Andrea Vesalio, redatta attraverso lo studio del corpo umano e la pratica della dissezione dei cadaveri, fu pubblicata a Venezia nel 1453.

Tornando a noi, la statua di San Bartolomeo è discendente diretta di questo tipo di ricerca. L’opera di Marco d’Agrate si inserisce più in questo filone che in quello cristiano e psicologico: San Bartolomeo era uno dei dodici apostoli di Gesù che venne scorticato vivo a causa della sua fede. In questa rappresentazione il santo viene raffigurato più come uno sfoggio di anatomia e struttura del corpo umano che come un santo devoto e sofferente. La sua pelle è gettata come una stola sulle spalle e sul corpo mentre i suoi muscoli sono evidenti, la struttura del corpo è estremizzata, tanto realistica da far paura.

Lo scultore si firmò così: Non me Praxiteles, sed Marc’finxit Agrat (Non mi fece Prassitele, bensì Marco d’Agrate, dimostrando anche non troppa modestia. La statua inizialmente si trovava all’esterno del Duomo, ma fu posta dentro la chiesa poiché spaventava i bambini che si trovavano a passare in Piazza Duomo. San Bartolomeo è un soggetto molto famoso e che si adatta perfettamente alle richieste del Cinquecento cristiano e non, è stato anche rappresentato da Michelangelo nella Cappella Sistina.

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