LA NINFA DI GIOVANNI BATTISTA LOMBARDI

Un’opera molto significativa ed originale del celebre scultore bresciano Giovanni Battista Lombardi. La “Ninfa”, commissionata dalla signora Camilla Facchi Fè D’Ostiani (1834-1901), fu eseguita dal Lombardi nel 1858 e collocata tra le “pareti dorate” delle terme di Palazzo Facchi a Brescia.

La stampa locale rimase assai folgorata dall’originalità della scultura e numerose furono le testimonianze di stima verso l’autore.

La fanciulla, dai lineamenti idealizzati, è colta nell’atto di entrare in un corso d’acqua, seminuda, con un drappo che sta in procinto di cadere delicatamente dal suo corpo.

La sublime Ninfa del Lombardi sembra fondere l’arte demplice del classicismo con un sentimento idealizzato del romantico.

Guardando l’acqua sottostante, mostra il suo diadema di perle finemente intagliato centrato da una conchiglia, che indica il suo status mitologico. Sentendo l’acqua fredda sulle dita dei piedi, la ragazza sembra esitare, portando la mano sinistra davanti al suo corpo, a imitazione del gesto pudica visto nelle Veneri romane.

L’armonia della composizione permette un apprezzamento pieno a tutto tondo; le trecce ondulate e le forme aggraziate della ragazza creano una vista posteriore estremamente elegante.

Dopo gli studi nella città natale di Rezzato ea Milano, Lombardi si trasferì a Roma intorno al 1850. Qui studiò all’Accademia con Pietro Tenerani, uno dei maggiori seguaci di Thorvaldsen, e in seguito lavorò nel suo studio.

Lombardi stabilì presto un proprio studio produttivo, che condivise con il fratello minore, Giovita ma egli fu sempre il più inventivo della coppia, producendo bei busti, sculture funerarie e commemorative, oltre a grandi pezzi a soggetto, sia religiosi che profani.

Egli si distinse  per la sua fine abilità nel maneggiare grandi composizioni marmoree e divenne noto per i suoi soggetti biblici femminili, in cui mescola sottilmente classicismo e naturalismo e riservatezza con fascino. Uno di questi capolavori, Ruth, è stato venduto in queste stanze il 6 dicembre 2011 come lotto 99.

L’eccellenza tecnica dello scultore è mostrata dal marmo attuale, i cui lineamenti e capelli finemente scolpiti, la gestione sicura dell’anatomia femminile ideale e le pieghe classiche dei panneggi ricordano la prestigiosa formazione romana dello scultore.

Da notare anche la delicatezza dell’intaglio dell’acqua che scorre sulle dita dei piedi della Ninfa, caratteristica che avrebbe rispecchiato l’esperienza di un visitatore delle terme di Palazzo Facchi.