CONTUMACIA – DANTE

DANTE IN ESILIO

Dante Alighieri fu condannato a morte il 10 marzo del 1302 ed iniziò così il suo esilio da Firenze. La vita di Dante è stata legata a doppio filo alle alterne vicende della storia politica fiorentina. Come appartenente alla fazione dei Guelfi bianchi fu fortemente attivo nella gestione politico amministrativa della città e quando i Guelfi neri presero il comando di Firenze fu individuato come uno dei principali avversari da rendere inoffensivi. Questo il testo della sentenza di condanna emessa dal tribunale:

«Alighieri Dante è condannato per baratteria, frode, falsità, dolo, malizia, inique pratiche estorsive, proventi illeciti, pederastia, e lo si condanna a 5000 fiorini di multa, interdizione perpetua dai pubblici uffici, esilio perpetuo (in contumacia), e se lo si prende, al rogo, così che muoia».

Inizia così il periodo più travagliato della vita del sommo poeta, sempre in continuo peregrinare per la penisola e in costante precarietà e pericolo. Non tutti i mali, però, vengono per nuocere : le drammatiche vicende quotidiane spinsero Dante a scrivere la sua opera più importante quale “La Divina Commedia”.

Un capolavoro allegorico dalla poetica inarrivabile e un testo fondamentale per la nascita della lingua italiana. Dante non tornerà mai più a Firenze; morirà a Ravenna nel 1321, più da italiano che da fiorentino.

Oggi analizzeremo le parole che “rappresentano” questo tragico momento:

Contumacia Pederastia ed Esilio

Esistono diverse parole curiose nel nostro mondo che ci fanno riflettere e divertire, altre che hanno un significato più serio e che ci aiutano a capire meglio concetti alle volte brutali. Dovremmo però conoscerle tutte perché questa è la forza della conoscenza ed è per questo che oggi indagheremo tre di esse scoprendone gli angoli oscuri per comprendere meglio il mondo.

Iniziamo con la parola contumacia il significato principale che questa parola ha è l’assenza di una specifica persona, spesso l’imputato, in un tribunale penale. Questa parola come anche tante altre deriva direttamente dal nostro latino da contumax che tradotto in italiano vuol dire arrogante e ostinato. Ecco da dove deriva contumacia da qualcuno così arrogante da non presentarsi in tribunale quando chiamato a rispondere a giudizio; in ambito ecclesiastico era anche l’arroganza di non sottostare alle leggi divine e civili del potere cattolico.

“La contumacia assume due aspetti: l’assente virtuoso prende potere e ribadisce il suo concetto di estraneità alla legalità costituita con la sua assenza ma, per il baro e l’assassino, è semplice dimostrazione di codardia.” (cit. Anonimo)

Continuiamo la nostra scoperta con la parola pederastia che deriva direttamente dal greco antichissimo ed è composta da παῖς che possiamo tradurre come ragazzo o fanciullo ed εραστής che vuol dire amante. Quindi un pederasta era un amante dei ragazzini e dei fanciulli. In epoca moderna la pederastia benché completamente diversa e distinta dalla pedofilia può essere comunque perseguita secondo le legislazioni nazionali. È bene specificare che la pederastia indica un rapporto uomo fanciullo di tipo omosessuale.

“La pederastia ha certo i suoi attivisti simpatizzanti, ma anche un gran numero di mercenari, una specie di manovalanza fornita adesso anche dalle zone rurali.” (cit. Ennio Flaiano)

Finiamo la carrellata di queste parole con un tema molto toccante l’esilio la condizione di esilio è quella dell’esule cacciato via dalla propria nazione e lontano dai propri affetti, impossibilitato a tornare a casa senza subire pesanti conseguenze, arresti e torture. Questa parola, come tantissime altre della lingua italiana, si genera dal latino exsilium e deriva da exsul che può essere tradotto in italiano come esule.

“So come gli uomini in esilio si nutrano con sogni di speranza.” (cit. Eschilo)

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