TAJ-AL-SALTANA – LA PRINCIPESSA RIVOLUZIONARIA

Taj-al-Saltana

(Teheran, 14 febbraio 1883 – Teheran, 25 gennaio 1936)

La principessa iraniana Zahra Khanom Tadj es-Saltaneh è stata una donna forte e rivoluzionaria, oggi però conosciuta ai più prevalentemente per il suo aspetto particolare. Zahra è stata più di una principessa, perché è ricordata come la prima femminista persiana nonché scrittrice della dinastia Qajar.

Figlia dello scià di persia Nasser al-Din Shah Qajar e della principessa Turan os-Soltaneh, nacque nel 1883. All’età di 7 anni iniziò a frequentare la scuola, dove oltre alla lingua persiana, imparò anche l’arabo e il francese.

Aveva solamente 10 anni quando però venne data in sposa ad Amir Hussein Khan Shoja’al Saltaneh.Con lui ebbe quattro figli, di cui due femmine e due maschi, ma dal quale divorzia nel 1899 affidando i bambini al padre. Uscita finalmente dall’harem reale, Taj inizia a frequentare intellettuali e gente comune, si fa vedere in pubblico senza veli, diventa quella che viene considerata una libertina

Taj-al-Saltana è stata una pioniera dei diritti delle donne in Iran. Ha fondato insieme a sue colleghe e amiche un gruppo clandestino dedicato alla rivendicazione dei diritti delle donne persiane: il Anjoman Horriyyat Nsevan, Società della Libertà delle Donne, creato nel 1910 e intenzionato a rivendicare l’uguaglianza delle donne in Iran.

“Quando verrà il giorno in cui vedrò il mio sesso emancipato e il mio Paese sulla strada del progresso, mi sacrificherò sul campo di battaglia della libertà, versando il mio sangue assieme a quello dei miei compagni che amano la libertà e combattono per i propri diritti”.

I canoni di bellezza sono oggi molto differenti da quelli di un tempo, ma lo sono anche rispetto a pochi anni fa. Per questo motivo, forse, guardare le foto della principessa Taj-al-Saltana ci soffermiamo sul suo aspetto mascolino deridendola. Oggi però è fortunatamente riconosciuta come una donna forte, intelligente e intraprendente e forse anche per questo molto ammirata dagli uomini dell’epoca: la leggenda vuole che nella sua vita abbia avuto più di 100 pretendenti e che alcuni arrivarono al suicidio perché rifiutati dalla principessa.

Le sue memorie sono state pubblicate nel 1996 con il titolo di Coronazione angustiosa: Memorie di una principessa persiana dell’Harem alla modernità 1884-1914. La sua vita, i suoi scritti e le sue idee femministe sono oggetto degli studi mediorientali delle università di Teheran e Harvard. Il manoscritto è stato scoperto da un impiegato dell’ambasciata afgana e da lui copiato e oggi, seppur incompleto, è un memoriale che costituisce il primo esempio di letteratura autobiografica femminile iraniana, e la sua autrice viene comunemente considerata una precursora del movimento femminista dell’altopiano. Al suo interno dà vita a una profonda critica della società nella quale vive, grazie anche al suo spirito rivoluzionario, mostrando ipocrisie e difficoltà dell’essere una donna in Iran.

Una sposa bambina che prende coraggio e rivendica il suo diritto alla libertà dall’uomo che ha abusato di lei, che guida le donne lungo il cammino dell’emancipazione e che si togli lo hijab e inizia a indossare abiti occidentali, Taj-al-Saltana è tutt’oggi un esempio di rivoluzione, caparbietà, coraggio e intelligenza. Una donna da ammirare anche per la sua bellezza: durante l’epoca Qajar erano di moda le sopracciglia folte così come la pinguedine.

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