ROBERT BLACK – IL PUZZONE

Robert Black o Bob il Puzzone

(Grangemouth, Scozia, 21 aprile 1947 – 12 gennaio 2016, carcere di Maghaberry)

Smelly boy, o meglio Robert Black, è un ragazzino che non ha mai conosciuto sua madre. Lei infatti lo aveva dato in adozione subito dopo il parto e lui venne affidato a una coppia di cinquantenni, Jack e Margaret Tulip. Anche se il padre adottivo sembra essere poco incline all’ affetto, muore quando Robert ha appena 5 anni.L’adolescenza di Robert non è proprio rose e fiori. Subisce diversi atti di bullismo e gli viene affibbiato il soprannome che si porterà per tutta la vita: Smelly Robert Tulip. Crescere con un soprannome così non è semplice, soprattutto perché Bob è consapevole di essere stato abbandonato da una madre non sposata e ignorato da quella adottiva. Robert Tulip cresce quindi isolato, anzi, comincia ad apprezzare la compagnia dei ragazzi più giovani e tranquilli, cosa che si porterà anche nella vita adulta.

Robert comincia ad approcciarsi al sesso in maniera strana arrivando a sviluppare una sorta di forte adorazione nei confronti della vagina, di cui scopre l’esistenza appena iniziato il percorso scolastico. A 8 anni scopre l’autoerotismo attraverso oggetti che si introduce nell’ano, anche questa un’abitudine che continuerà a praticare per tutta la vita.

Nel 1958 muore anche sua madre adottiva e Robert viene affidato a un orfanotrofio, il Redding’s Children Home di Falkirk, città a metà strada tra Edimburgo e Glasgow. Qui, Robert insieme ai suoi compagni, tenta di stuprare una ragazzina. Per i suoi problemi viene quindi trasferito alla Red House, una struttura per soli maschi di Musselburgh. Qui subisce invece le violenze fisiche da parte del custode, almeno fino all’età di 15 anni quando riesce a trovarsi un lavoretto a Greenock, vicino Glasgow. Qui, ha dichiarato in seguito, deve aver stuprato una quarantina di ragazze senza essere mai stato accusato.

Nel 1964 avviene lo stupro da parte di Robert nei confronti di una bambina di 7 anni che però lo smaschera e ne permette l’arresto, ma viene rilasciato quasi subito. Trova lavoro in un cantiere a Grangemouth e i servizi sociali lo aiutano a iniziare una relazione con la coetanea Pamela Hodgson, che tuttavia lo abbandona presto. La sua prima condanna di pedofilia risale al 1967 quando viene denunciato dalla figlia della coppia che lo ospita. Dopo un anno di riformatorio, Robert si trasferisce a Londra dove lavora in una piscina come bagnino, ma perde il posto dopo che una bambina rivela di essere stata molestata da lui.

Robert Black è stato condannato per rapimento, stupro e omicidio di quattro bambine di età compresa tra i 5 e gli 11 anni avvenuti tra il 1981 e il 1986. Robert ha fatto scempio dei loro corpi dopo averle violentate post mortem. Il serial killer di Grangemouth muore per un infarto il 12 gennaio 2016 a 68 anni, nel carcere di Maghaberry. Alla cerimonia funebre non si presenta nessun parente o conoscente e le sue ceneri sono sparse in mare. Sulla sua figura è stato scritto il libro The face of evil di Robert Giles del 2017.

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