RE LEOPOLDO II – UN PERSONAGGIO MOLTO MALVAGIO 1.121 views - 15 Febbraio 2021 – Pubblicato in: Biografie

“Tagliate le teste degli uomini e appendetele nei villaggi, consumate rapporti sessuali con le donne locali, crocifiggetele e crocifiggete i bambini.”

Re Leopoldo II del Belgio ai suoi generali, in riferimento agli abitanti della sua colonia personale, in Congo.

Un pigmeo vittima delle atrocità belghe in Congo affiancato da un missionario, Congo, 1890-1910 ca.


“Sua maestà”, il re Leopoldo II.

Antefatti:

Lo Stato Libero del Congo era uno stato corporativo in Africa centrale e proprietà privata del re Leopoldo II del Belgio, fondato e riconosciuto dalla Conferenza di Berlino del 1885. Nei 23 anni (1885-1908) di governo di Leopoldo II in Congo, egli massacrò 10 milioni di africani facendogli amputare mani e i genitali, facendoli frustare a morte, lasciandoli morire di fame durante i lavori forzati, facendo trattenere bambini in ostaggio e bruciare villaggi. La parte ironica di questa storia è che Leopoldo II commise queste atrocità senza nemmeno mettere piede in Congo: tutto avvenne sotto la sua amministrazione.

Un uomo congolese che guarda la mano e il piede mozzati della figlia di cinque anni, uccisa e presumibilmente cannibalizzata da membri della milizia dell’Anglo-Belgian India Rubber Company (provate soltanto ad immaginare di essere al posto di quell’uomo).

L’uomo nella fotografia si chiama Nsala.

La foto è stata scattata da Alice Seeley.

Il suo resoconto scritto su questa fotografia si trova nel libro “Don’t Call Me Lady: The Journey of Lady Alice Seeley Harris”:

“Non aveva raggiunto la sua quota di gomma prevista per il giorno, quindi i sorveglianti nominati dal Belgio tagliarono la mano e il piede di sua figlia. Si chiamava Boali. Aveva cinque anni. Dopodiché la uccisero. Ma non avevano finito. Uccisero anche sua moglie poi. E dato che tutto ciò non sembrava abbastanza crudele, abbastanza risolutivo da perorare la loro causa, cannibalizzarono sia Boali che sua madre. E presentarono a Nsala i gettoni, gli avanzi del corpo un tempo vivente della bambina che aveva tanto amato.”

La ABIR Congo Company (fondata come Anglo-Belgian India Rubber Company e in seguito conosciuta come Compagnie du Congo Belge) era la società incaricata di sfruttare la gomma naturale nello Stato Libero del Congo. La ABIR ebbe un boom fino alla fine degli anni 1890, vendendo un chilogrammo di gomma in Europa ad un massimo di 10 franchi quando gliene costava appena 1,35.

Uomini che mostrano le mani amputate di alcune vittime.

Un prete cattolico cita le parole di un uomo congolese, Tswambe, in merito all’odiato ufficiale di stato Léon Fiévez:

A tutti i corpi uccisi in campo dovevano essere tagliate le mani. Voleva vedere il numero di mani tagliate da ogni soldato, dovevamo portargliele in ceste… Un villaggio che si rifiutava di fornire la gomma sarebbe stato completamente spazzato via.

 

Un’illustrazione tratta da “The Congo and the Founding of its Free State: a Story of Work and Exploration”, di H. M. Stanley.

Sotto il regno di Leopoldo II, la fauna selvatica unica del Congo divenne bersaglio facile dello sport venatorio, per qualsiasi cacciatore che potesse prenotare un passaggio e pagarsi una licenza di caccia.

Il re Leopoldo II fu anche descritto da Joseph Conrad nel suo “Cuore di tenebra”.

L’attività del governo belga in Congo rappresenta sicuramente uno degli eccidi più sanguinosi del XX secolo: le dieci milioni di vittime dimezzarono la popolazione locale, che all’epoca ammontava fra i 20 ed i 25 milioni. Questa pagina nera della storia coloniale europea, opportunamente insabbiata negli anni successivi per volere dello stesso re Leopoldo, è stata riportata alla luce solo agli inizi del Novecento dalle coraggiose testimonianze di missionari, attivisti e giornalisti.

 

(Fonte Web Trad.Sufyan Ahmad)