LA LETTERA DI KAFKA

Franz Kafka che non aveva moglie, né figli, passeggiava in un parco di Berlino quando notò una bambina in lacrime. Aveva perso la sua bambola preferita. Dopo averla calmata, l’aiutò, senza successo, a cercarla.

Deciso a non deluderla, le disse di tornare il giorno seguente per continuare le ricerche. Purtroppo però anche il giorno successivo le ricerche diedero esito negativo, così Kafka consegnò alla bambina una lettera da parte della bambola in cui era scritto: “Per favore non piangere. Sono in viaggio. Voglio conoscere il mondo. Ti scriverò raccontando le mie avventure”.

Da quel giorno cominciò una storia che durò circa un anno, ed esattamente sino ad un mese prima della morte dello scrittore.

Nei suoi incontri Kafka leggeva alla bambina le lettere della bambola in cui le raccontava di incredibili avventure e posti incantevoli. Un mese prima della sua morte, comprò una bambola che diede alla bambina assieme ad una lettera in cui era scritto:
“I miei viaggi mi hanno cambiata molto”, così la bambina, felice per aver ritrovato la sua bambola, anche se non le somigliava molto, tornò a casa.

Diversi anni dopo, la bambina, divenuta ormai adulta, trovò un bigliettino nel polso della bambola. Era un messaggio firmato da Kafka: ′′Tutto ciò che ami probabilmente andrà perduto, ma alla fine l’amore tornerà in un altro modo”.

 

(Fonte FB I Leopardiani)