DUBBI DI PRONUNCIA

LA PRONUNCIA

o pronunzia, n.f. [pl. -ce] 1 l’articolazione dei suoni di una lingua e il modo di articolarli; il proferire le parole di una lingua secondo determinate norme: la p. della «z» sorda e della «z» sonora; la pronuncia della «u» francese; difetto di pronuncia; la p. corretta di una parola, di una frase 2 il complesso degli elementi caratteristici che costituiscono la fonetica di una lingua (o di una parlata regionale o individuale): la pronuncia italiana, spagnola, francese; pronuncia settentrionale, meridionale, milanese, fiorentina, sarda; si sente dalla pronuncia che è bolognese 3 ( estens.) la maniera di parlare: una pronuncia chiara, lenta, nasale; una pronuncia ottima, difettosa 4 ( dir.) decisione del giudice (Fonte sapere.it)

PAROLE DUBBIE

Ci sono molte parole che presentano frequentemente dubbi di pronuncia, e spesso vengono dette usando un accento tonico errato.

Di seguito un elenco di quelle più “spinose” che bisognerebbe conoscere, anche se per alcune i dizionari ormai riportano anche la pronuncia meno corretta proprio perché viene travisata così di frequente che tende a diventare quasi la norma.

● amàca (non àmaca);
● appendìce (non appèndice);
● bocciòlo (non bòcciolo);
● codardìa (non codàrdia);
● cosmopolìta (non cosmopòlita);
● cucùlo (non cùculo);
● edìle (non èdile);
● facocèro (e non facòcero);
● gòmena (non gomèna);
● guaìna (non guàina);
● gratùito (non gratuìto);
● infìdo (non ìnfido);
● incàvo (non ìncavo sul modello di còncavo);
● ìnternet (non internèt);
● isòtopo (non isotòpo);
● leccornìa (non leccornia);
● libìdo (non lìbido);
● mollìca (non mòllica);
● ossìmoro, ma anche ossimòro;
● persuadére (non persuàdere);
● pudìco (non pùdico);
● robòt (o ròbot, ma non robò alla francese: è un termine diffuso da un romanzo dello scrittore ceco K. Capek, 1890-1938);
● rubrìca (non rùbrica);
● salùbre (non sàlubre);
● Salgàri (e non Emilio Sàlgari);
● scandinàvo (meglio di scandìnavo, accettabile, ma meno corretto);
● scòrbuto ma anche scorbùto;
● seròtino (non serotìno);
● sìlice (non silìce sul calco di silìcio);
● tèrmite (più corretto di termìte);
● ùpupa (non upùpa);
● utensìle, meglio di utènsile anche se varia a seconda del contesto: se usato come aggettivo è accettabile utènsile (una macchina utensile); se è sostantivo si pronuncia utensìle (l’utensile del calzolaio);
● (io) valùto, (tu) valùti, (egli) valùta (più corretto e preferibile e alla forma vàluto, che però è ormai accettata ed entrata in uso);
● zaffìro (è più diffuso e preferibile a zàffiro, con la pronuncia alla greca).

 

Le conoscevate già tutte? Attendo nei commenti vostri preziosi contributi, grazie.

 

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