I gradi dell’aggettivo: comparativo e superlativo

Gli aggettivi hanno vari gradi: positivo, comparativo (maggioranza, uguaglianza, minoranza) e superlativo (assoluto e relativo). Questa lezione andrà a chiarire, una volta per tutte, la differenza tra i vari gradi dell’aggettivo, a cosa servono e come usarli!

Comparativo e Superlativo in italiano

Per GRADO di un aggettivo intendiamo l’intensità della qualità espressa dallo stesso. In italiano esistono 3 gradi di un aggettivo:

  • POSITIVO, che indica solo una qualità, in maniera neutra (esempio: Il fiore è rosso)
  • COMPARATIVO, che esprime un paragone tra due termini rispetto ad una determinata qualità (esempio: Il fiore rosso è più bello del fiore giallo) oppure tra due qualità di uno stesso termine (esempio: Il fiore è più bello che profumato).
  • SUPERLATIVO, che esprime una qualità al massimo livello. (esempio: ll fiore rosso è bellissimo / Il fiore giallo è molto profumato).

 

Vediamo, con la nostra prof.ssa Valeria un simpatico esercizio per testare le nostre abilità grammaticali, siete pronti ad imparare giocando?

Comparativi e superlativi

Qual è l’equivalente di…

  1. più buono?
  2. più cattivo?
  3. più grande?
  4. più piccolo?
  5. buonissimo?
  6. cattivissimo?
  7. grandissimo?
  8. piccolissimo?

E si può dire…

  1. più maggiore?
  2. più peggiore?
  3. più ottimo?
  4. più minimo?

Soluzioni

Qual è l’equivalente di …

1. migliore 2. peggiore 3. maggiore; 4. minore; 5. ottimo, 6 pessimo, 7. massimo; 8. minimo;

E si può dire …

1. no: 2. no: 3. no 4.

Proviamo a spiegarlo meglio:

Buono, cattivo, grande e piccolo presentano, accanto alla forma normale di comparativo (più buono, eccetera) e superlative (buonissimo, eccetera), anche una forma in più, derivata direttamente dal latino e costituita da una radice diversa da quella del grado positivo, Dai comparativi meliorem, peiorem, maiorem, minorem dai superlativi optimum, pessimum, maximum, minimum in italiano si sono avuti migliore, peggiore, maggiore, minore (che equivalgono a più buono, più cattivo, più grande, più piccolo) e ottimo, pessimo, massimo, minimo (che equivalgono a buonissimo, cattivissimo, grandissimo, piccolissimo). Quindi non si può dire più maggiore, più peggiore, più ottimo, più minimo: equivarrebbe a dire più più grande, più più cattivo, più buonissimo, più piccolissimo.

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