IMMANUEL KANT- CURIOSITA

 

  • Immanuel Kant era ghiottissimo di formaggio. In età avanzata, il suo medico gli aveva consigliato di evitare di mangiarne troppo e, per questa ragione, il maggiordomo di Kant gli teneva nascosto il formaggio: il risultato fu che Kant licenziò il maggiordomo!
  • È risaputo che i “Prolegomeni ad ogni futura metafisica che vorrà presentarsi come scienza” di Kant sono, per così dire, un compendio più facile e più riassuntivo della “Critica della ragion pura”: in una nota, Kant spiega che chi continuasse a non capire la sua filosofia anche dopo aver letto i “Prolegomeni”, farebbe meglio a dedicarsi ad attività più proficua.
  • Gli abitanti del villaggio di Kant regolavano gli orologi basandosi sulle puntualissime passeggiate del filosofo.
  • Nella “Critica del Giudizio”, Kant si esprime esplicitamente contro i tatuaggi, in cui vede un qualcosa di profondamente antiestetico.Il titolo della celebre opera politica kantiana “Per la pace perpetua” (“Zum ewigen Frieden”) fa ironicamente riferimento alla pace perpetua dei cimiteri. Scrive Kant all’inizio dell’opera: “se questa scritta satirica sull’insegna di un’osteria olandese, su cui è dipinto un cimitero, valga per gli uomini in generale, o in particolare per i capi di Stato che non riescono mai a saziarsi delle guerre, o se debba invece valere soltanto per i filosofi che hanno quel dolce sogno, questo lo lasciamo da parte”. Inoltre, Kant ha ironicamente assunto come paradigma letterario del suo scritto i trattati di pace stesi dai diplomatici del suo tempo: in particolare, egli si rifà al testo del trattato di pace siglato a Basilea nel 1795 e traveste il suo saggio nelle forme di un trattato avente le sue precondizioni, le sue parti centrali e le “clausole segrete” (così si spiega il curioso titolo del secondo supplemento: “Articolo segreto per la pace perpetua”).
  • Kant scrive che la libertà di autodeterminazione ammessa da Leibniz è la libertà di un girarrosto che gira su se stesso.
  • Durante la sua immancabile passeggiata, Kant incontrava sempre lo stesso mendicante, che puntualmente biasimava e tentava di colpire con il bastone.
  • Beffandosi di Rousseau e del suo mito del “buon selvaggio”, Kant disse che per l’uomo moderno era impossibile “tornare nelle caverne”.

 

(Fonte Quora A.Pilato)