Dare le pere: significato e origine del curioso modo di dire italiano 15 Ottobre 2026 – Posted in: Modi di dire – Tags: ,

Dare le pere: quando un frutto diventa un addio

Ci sono addii che arrivano con una valigia, altri con una porta sbattuta e altri ancora, almeno nella nostra lingua, con un cestino di frutta. Può sembrare uno scherzo, eppure un tempo bastava dire che qualcuno aveva «dato le pere» per far capire che una storia d’amore era finita. Niente lunghi discorsi, nessuna spiegazione sentimentale: le pere erano servite e, insieme a loro, anche il benservito.

Che cosa significa «dare le pere»?

L’espressione «dare le pere» significa mandare via, congedare, allontanare qualcuno. In passato poteva essere utilizzata anche per indicare un licenziamento, ma è soprattutto nel linguaggio sentimentale che ha trovato una delle sue applicazioni più caratteristiche. «Gli ha dato le pere» significava che una persona aveva lasciato il proprio fidanzato o la propria fidanzata, interrompendo una relazione.

La locuzione appartiene in particolare alla tradizione linguistica toscana ed è documentata anche dal Vocabolario Fiorentino dell’Accademia della Crusca. Curiosamente, esisteva pure l’espressione complementare «prendere le pere», utilizzata per indicare chi veniva lasciato. Insomma, c’era chi le pere le distribuiva e chi, suo malgrado, doveva riceverle.

Perché proprio le pere?

La spiegazione tradizionale ci riporta a una consuetudine conviviale: quella di servire la frutta alla fine del pranzo. Quando arrivavano le pere, il pasto volgeva al termine e gli invitati potevano congedarsi. Da questa semplice abitudine sarebbe nata l’immagine figurata del mandar via qualcuno: offrire le pere significava, simbolicamente, comunicare che il tempo trascorso insieme era terminato.

A sostenere questa interpretazione troviamo anche il grande Dizionario della lingua italiana di Niccolò Tommaseo e Bernardo Bellini, che nell’Ottocento registrava la locuzione. Gli stessi lessicografi, tuttavia, presentavano il collegamento con la fine del pasto come un’ipotesi. Una distinzione importante: possiamo raccontare questa origine come una spiegazione tradizionale, non come una certezza storica.

Quando le pere diventarono perfino una provocazione politica

Ed ecco una curiosità poco conosciuta. Il Tommaseo-Bellini racconta che, quando il Primo Impero francese si avvicinava alla caduta, alcuni fiorentini ostili al dominio napoleonico gridavano provocatoriamente: «Cittadini, le volete le pere?».

Era un modo ironico per invitare gli occupanti a togliere il disturbo. Il dizionario conserva questo episodio come testimonianza dell’uso figurato della locuzione, che poteva dunque oltrepassare i confini delle vicende amorose e assumere persino una sfumatura politica.

Il linguaggio sa rendere dolce anche un rifiuto

Oggi «dare le pere» non è certamente fra le espressioni più frequenti dell’italiano quotidiano, ma conserva il fascino di quelle formule popolari capaci di raccontare un’intera scena con pochissime parole. Un’immagine domestica, quasi innocente, diventa il modo per rappresentare qualcosa di molto meno gradevole: essere allontanati, rifiutati, lasciati.

Forse è proprio questa una delle meraviglie della nostra lingua: trasformare i gesti comuni in metafore che attraversano le generazioni. Le parole conservano le abitudini di chi ci ha preceduto, anche quando quelle abitudini sono cambiate o scomparse.

E così, mentre oggi una relazione può finire con un messaggio sul telefono, un tempo potevano bastare due parole e un frutto.

Perché, in fondo, non tutti gli addii hanno un sapore amaro. Alcuni sanno di pera.

E voi? Avevate mai sentito l’espressione «dare le pere»? Oppure conoscete un modo di dire della vostra regione per raccontare quando qualcuno viene lasciato?