LA PUNTEGGIATURA (INTERPUNZIONE): IL PUNTO ESCLAMATIVO! 198 views - 31 Maggio 2021 – Pubblicato in: Grammatica

La punteggiatura o interpunzione indica le pause del discorso mediante segni grafici

(la virgola, il punto, il punto e virgola, i due punti, il punto interrogativo, il punto esclamativo, i puntini di sospensione, le lineette, le parentesi, le virgolette), la cui collocazione risponde ad una esigenza pratica di chiarezza logica e, al tempo stesso, ha valore espressivo (ad esempio, quando si desidera porre in evidenza una parte della frase, oppure quando si vuole creare un senso di attesa).

La punteggiatura regola l’articolazione del pensiero; essa sottolinea in modo visibile le relazioni sintattiche (cioè il loro corretto rapporto) tra le componenti del discorso, organizzando quest’ultimo in una gerarchia di unità logiche di maggiore o di minore importanza; traduce nella lingua scritta la dinamica del discorso parlato (come, ad esempio, avviene per gli scrittori che tentano di conferire maggiore verosimiglianza ai dialoghi). La punteggiatura può variare nelle sue forme in base all’autore del testo e rappresentare un elemento stilistico; tuttavia, in base all’uso ed alle convenzioni che ne sono seguite, se ne possono fissare le norme e le costanti. Quindi, l’uniformità nell’impiego dei segni d’interpunzione ha reso possibile l’individuazione di una punteggiatura “logica”, la cui funzione non va sottovalutata, poiché rappresenta il collante che garantisce la coerenza e la fruibilità della comunicazione.

Le discussioni che si sono fatte sulla punteggiatura, dalla fine del secolo XIX ai giorni nostri, vertono sull’opportunità di rendere parsimonioso e regolato l’impiego dei segni. L’uso stilistico di essi è sembrato a numerosi trattatisti una minaccia alla stabilità delle regole di punteggiatura, mentre la concezione di una punteggiatura rigorosamente logica incontrava ostacoli a volte insormontabili. Contro la tendenza ad un contemperamento tra punteggiatura logica e punteggiatura stilistica, D’Ovidio obiettava che ne sarebbero conseguite incertezze e perplessità per scrittori e lettori. Come esempio di perfetta interpunzione, alcuni trattatisti propongono ancora oggi passi di Carducci che propendeva, non senza oscillazioni, per una punteggiatura misurata. L’odierna tendenza alla semplificazione della punteggiatura corrisponde allo svincolarsi dell’espressione dalle strutture logiche e sintattiche e dal ritmo della prosa ottocentesca. Francesco Flora annota che “i moderni tendono con ragione a diradare i troppi segni di interpunzione. Ma sono anche capaci di abolirli affatto, talvolta per eccesso di raffinatezza, talvolta per manifesta ignoranza.”

IL PUNTO ESCLAMATIVO

Il punto esclamativo – o ammirativo – (!) indica stupore, meraviglia, dolore; in generale, uno stato d’animo eccitato. Si pone alla fine della frase o della parola-frase, in sostituzione del punto per chiudere il periodo (in tal caso, la parola seguente avrà la lettera maiuscola). Esempio: Che bello spettacolo! Sono proprio contento.

Il punto esclamativo si pone anche nel mezzo della frase creando una pausa qualitativa (in tal caso, la parola seguente può essere scritta con lettera minuscola). Esempio: Il lupo, oh angoscia!, si avvicinò a noiAlla fine, quale orrore!, li vidi precipitare tutti.

La minuscola si può usare quando il periodo continua. Esempio: Ma guarda un po’! chi l’avrebbe creduto? chi l’avrebbe immaginato?

Il punto esclamativo si usa nei seguenti casi.

  • Per esprimere emozioni, sentimenti di sorpresa, meraviglia, ecc.: È stata proprio una bella sorpresa!; Oh, figlia mia, come ti trovo bene!
  • Per indicare desiderio, nostalgia, gioia, doloreMagari potessi venirci anch’io!; Quale gioia poter rivedere quel mio vecchio compagno di scuola!; Ah, se Ferdinando non fosse morto!
  • Per esprimere un comando o un rimprovoSbrigati che è tardi!; Ah, finalmente sei arrivato!
  • per indicare biasimo, riprovazioneGuarda ciò che hai fatto!; Vergognati per la tua ingratitudine!
  • dopo un’interiezioneAùff, sei proprio insopportabile!

L’ interiezione, o esclamazione, quando è in posizione assoluta, vuole sempre il punto esclamativo. Quando, invece, è seguita da un’intera proposizione (?) esclamativa, a volte si pone il punto due volte (Oh! che pena mi hai fatto!), a volte si pone una sola volta (Oh, che pena mi hai fatto!).

In alcuni casi, nelle esclamazioni il verbo è sottinteso: Che silenzio!Quale orrore!Quanto tempo perduto!Che fatica!

E’ sconsigliabile usare due o più punti esclamativi di seguito: non si dovrebbe scrivere Che bella sorpresa!!!ma, piuttosto, Che bella sorpresa!

Il punto esclamativo possiamo trovarlo anche tra parentesi tonde ( ! ) o quadre [ ! ] dopo una frase o una parola, per esprimere un commento ironico o richiamare l’attenzione su un errore o un particolare elemento della frase.
Esempi: Ha assicurato che manterrà tutte (!) le promesseIl cartellino di una famosa marmellata riportava la scritta: ‘Confettura extra di ciliegge ( ! ) greche’.

 

(Fonte https://grammatica-italiana.dossier.net/punteggiatura.htm)