Il Natale che non arriva: poesia su Babbo Natale 22 Dicembre 2025 – Posted in: Frammenti – Tags: #BabboNatale, #Città, #Contrasti, #Disillusione, #emozioni, #frammentisparsi, #inverno, #LEcoDelSilenzio, #natale, #NataleOggi, #Notte, #ParoleCheRestano, #poesia, #Poesia #Natale #Desolazione #Speranza #RiflessiDiVita #Contrasti #Umanità #Emozioni #Silenzio, #PoesiaContemporanea, #PoesiaDiNatale, #poesiaitaliana, #riflessioni, #ScrittoriItaliani, #scrittura, #Silenzio, #Solitudine, #speranza, #Umanità, letteratura, poesie
Il Natale che non arriva
Non è il Natale delle vetrine. È quello che resta quando le luci fanno scena, ma non scaldano.
In questo frammento Babbo Natale non corre. Non sorride. Si ferma. Si siede. E guarda un mondo che ha imparato a vivere senza fiducia.
Il mito stanco e il mondo “invecchiato male”
Babbo Natale qui è un simbolo: non dell’infanzia, ma della disillusione. È seduto “sul bordo”, come se fosse arrivato tardi. O come se non sapesse più dove entrare.
Il sacco pieno di promesse
Il sacco non pesa per i regali. Pesa per ciò che non abbiamo mantenuto: parole dette, sogni lasciati lì, speranze scadute. E infatti il punto non è “cosa c’è dentro”. È che nessuno lo vuole davvero.
Una città che mastica e sputa cenere
La città non è sfondo. È personaggio. Un luogo che consuma vite, spegne camini, chiude finestre, e lascia il silenzio come unico rumore “onesto”.
La scintilla che resiste (ma non stasera)
Il finale non è una favola. È una tregua. Dici: a volte basta una scintilla. Ma aggiungi: non stasera.
Ed è proprio lì che fa male… e resta addosso.
Frammento – Il Natale che non arriva
Babbo Natale si siede sul bordo
dove le luci non brillano più,
dove i camini sono spenti
e le finestre si affacciano sul nulla.
Le mani poggiate sulle ginocchia,
il sacco accanto a lui,
pesante di promesse non mantenute,
di sogni lasciati a marcire
tra le rovine di palazzi senza anima.
Lo sguardo, nascosto dalla barba,
scruta l’orizzonte annerito,
il cielo è sporco,
la neve non cade più,
e il freddo è solo un ricordo
tra gli uomini che si scaldano con l’odio
e si ubriacano di solitudine.
Non c’è una slitta qui,
non ci sono renne o canti.
Solo il rumore di una città morta,
che mastica vite e sputa cenere.
Il sacco è pieno,
ma nessuno lo vuole davvero.
Chi avrebbe il coraggio
di scartare un dono
in un posto dove anche la speranza
ha smesso di bussare alle porte?
Babbo Natale si chiede,
mentre la notte gli avvolge la schiena,
se anche lui sia diventato
un’idea che non funziona più,
un mito stanco,
un’illusione ormai scaduta.
Eppure resta lì.
Perché anche nei posti
dove il buio ha vinto,
a volte basta una scintilla,
una piccola luce tremolante,
per ricordare al mondo
che non tutto è perduto.
Ma non stasera.
Stasera, Babbo Natale si siede
e aspetta che il silenzio lo abbracci,
mentre il sacco resta immobile,
pieno di tutto ciò che poteva essere.
E di niente che sia stato.
(FC Frammenti Sparsi)
Questo frammento prende Babbo Natale e lo spoglia del folklore. Se ti ha preso questo tono — ruvido, umano, pieno di pause — è la stessa voce che attraversa L’Eco del Silenzio – Frammenti Sparsi. Non promette luce facile. Ma la cerca dove di solito non guardiamo.
© copyright 2025 – tutti i diritti sono riservati.
Consiglio di Acquisto
L’eco del silenzio. Frammenti sparsi.
