LE MASCHERE DI CARNEVALE : MENEGHINO

Meneghino è la maschera tipica di Milano inconfondibile con il suo cappello a tre punte e la parrucca con codino alla francese.

La probabile origine del suo nome risale ai “Menecmi” di Plauto, oppure al “Menego” di Ruzante, oppure più semplicemente dal nome dei servi utilizzati nelle ricorrenze domenicali, chiamati “Domenighini”.

Vestito alla popolana indossa una lunga giacca di velluto, calzoni corti, calze a righe rosse e bianche e non porta la maschera.

Meneghino impersona molto spesso un servitore rozzo ma di buon senso, che non fugge quando deve schierarsi al fianco dei suoi simili, spavaldo a parole, ma cauto nei fatti ed all’apparenza egoista ma con un’anima caritatevole. Il suo carattere è allegro ed estroverso.
Negli scenari,però, non ricopre solitamente un ruolo fisso: spesso è servo, altre volte padrone, oppure contadino sciocco o astuto mercante.

Meneghino precisa la sua fisionomia nel corso del Seicento, soprattutto nelle opere letterarie di Carlo Maria Maggi, che gli diede il cognome di Pecenna, “parrucchiere”, per la sua abitudine di strigliare i nobili per i loro vizi.

Nei primi decenni dell’Ottocento Carlo Porta ne accentuò il carattere di censore dei costumi del clero e dell’aristocrazia.
Uomo bonario e amante della vita tranquilla, Meneghino è caratterizzato da un forte senso morale, da una grande dignità, da una buona dose di saggezza.

Col tempo divenne l’emblema del popolo milanese, che lo elesse a simbolo della propria tensione alla libertà, nel corso della dominazione austriaca.
Nel corso dell’ultimo secolo Meneghino scomparve via via dalla scena per entrare a far parte unicamente del teatro delle marionette e dei burattini.

(Fonte Una maschera al giorno a cura di Mia Galgo)