LE FIGURE DEL PRESEPE – BENINO, IL PASTORELLO DORMIENTE 130 views - 17 Dicembre 2021 – Pubblicato in: Lo Sapevi che – Tags:

Benino, il pastorello dormiente

“E gli angeli diedero l’annunzio ai pastori dormienti” (le Sacre Scritture)

Questo è il mese della magia del Natale, a dicembre si fanno l’albero e il presepe, si scartano i regali e si cerca di stare in famiglia per godersi qualcosa di unico e magico e adesso ci stiamo avvicinando, ogni giorno di più, alla vigilia e al momento dei regali.Noi vogliamo far parte di questa festa insieme a voi parlandovi ogni giorno di una figura unica dell’antica tradizione del presepe, questa tradizione è così antica da avere elementi codificati e ben precisi che se scoperti portano davvero tanta curiosità e allegria.

Il viaggio intrapreso insieme oggi lo portiamo avanti parlando di Benino un personaggio davvero singolare e che ha un ruolo specifico importante nella tradizione italiana del presepe.

La sua nascita e il suo significato nascondono antichissimi misteri che scopriremo insieme, prima però una piccola e curiosissima spiegazione sul presepio.

Il presepe

La tradizione popolare del presepe si crea con l’unione di diverse leggende e miti che si intrecciano e arrivano fino alla cristianità. Il presepio oggi rappresenta un momento di felicità da vivere con la famiglia ma ha ancora un forte valore simbolico e codificato all’interno di ogni nazione.

Serve a rappresentare, nel modo più fedele possibile, il momento in cui Gesù venne messo al mondo ovvero il momento della natività. Questa storia antichissima viene festeggiata ancora oggi in tutto il mondo.

Il termine Preèpio (o preèpe) s. m. [dal lat. praesepium o praesepe «greppia, mangiatoia», comp. di prae– «pre-» e saepire «cingere, chiudere con una siepe (lat. saeps saepis)»] enfatizza appunto gli elementi tipici della natività.

Non è quindi un caso che nel presepe vi siano contadini e pastori, come Benino, ma anche molti altri personaggi. A mettere in scena per la prima volta la nascita di Cristo e a dare vita alla tradizione del presepe fu San Francesco d’Assisi nel 1233. In Italia tra i presepi famosi quello napoletano è la tradizione maggiormente consolidata, qui le statuine sono meticolosamente preparate con caratteristiche uniche adatte alla parte che la tradizione ha dato loro.

Scoprire ogni giorno una curiosità sul mondo del presepe è davvero interessante e oggi vedremo la figura di Benino, il pastorello che dorme e sogna.

“Prima sogno i miei dipinti, poi dipingo i miei sogni.” (Vincent Van Gogh)

Chi è Benino?

Benino è sempre rappresentato come un giovane pastore, vestito secondo gli usi del XIII secolo, che dorme e sogna, sono tantissime le leggende che lo riguardano e la simbologia che rappresenta è davvero importante. Benino, infatti, rappresenta l’attesa del Natale, quella che tutti noi proviamo ogni giorno e che sogniamo da quando cominciamo ad addobbare la casa.

Benino deve essere posizionato lontano da tutti all’inizio del percorso del presepio e secondo la tradizione ha un compito davvero importante ovvero quello di sognare il presepe, se si svegliasse tutto finirebbe, non ci sarebbero le scene che abbiamo pensato, le montagne e le caverne, niente esisterebbe perché Benino non lo starebbe sognando.

Un’allegoria davvero molto forte quella di Benino che collega non solo la nostra attesa del Natale ma apre anche una porta alla spiritualità, il suo infatti non è un sogno normale ma un viaggio spirituale che ci porta a vedere il mondo a scoprirlo così come scopriamo le curiosità e le tradizioni del presepe.

La sua figura nasce nel presepe napoletano da una frase delle sacre scritture che avverte come gli angeli discesero ad avvertire per primi i pastori dormienti coloro il cui legame con il mondo spirituale era quindi più forte.

Il sogno di Benino poi rappresenta la giovinezza, quel momento in cui tutto è possibile, anche sognare i propri sogni ed esserne protagonista ed è proprio per questo che se si svegliasse arrivando all’età adulta tutto il presepe finirebbe di esistere.

“Accendi un sogno e lascialo bruciare in te.” (Shakespeare)

 

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