DIGITUS IMPUDICUS 419 views - 20 Marzo 2021 – Pubblicato in: Lo Sapevi che

Gesto del dito medio

Dito medio proteso

Nei paesi occidentali, ma anche in alcuni orientali come il Giappone, il dito medio (digitus impudicus) proteso è ritenuto generalmente un gesto osceno.

Viene effettuato estendendo il dito medio verso l’alto e tenendo strette alla mano, contemporaneamente, le altre dita.

In alcuni paesi è in uso una variante di tale gesto che consiste nell’estendere anche il pollice.

È usato per offendere, ferire e urtare la suscettibilità di qualcuno verso cui si prova risentimento o paura.

Talvolta viene usato in modo scherzoso tra amici.

Origini

I primi riferimenti letterari al gesto sono riscontrabili nella letteratura greca. Giulio Polluce afferma che “gli Atticidanno al dito medio della mano il nome καταπῡ́γων, -ονος (katapȳ́gōn)” che designa anche una persona perversa.

Anche Aristofane probabilmente allude al dito medio in varie sue opere: Le nuvole, in cui gioca sulla parola dattilo, la quale ha significato sia metrico, sia anatomico e La pace, in cui adopera un termine spiegato dal Suda.Diogene Laerzio afferma che Diogene, famoso filosofo cinico, dopo che uno straniero chiese di poter mirare Demostene fece il dito medio e disse “Ecco per voi questo, il demagogo d’Atene”.

Arriano propone una seconda versione della storia, in cui il bersaglio non è l’oratore, ma un sofista.

Nel mondo latino il gesto veniva identificato come digitus impudicus (“dito impudico”) (Isidoro di Siviglia, nelle sue Etimologie XI, 1, 71, dice che il terzo dito della mano è chiamato “impudicus” perché “sovente tramite esso si esprime ammonimento nei confronti di un’azione vergognosa (impudica)”, anche se Persio fa riferimento a un “digitus infamis”. Giovenale tramite metonimia fa riferimento all'”unghia media” nei confronti della minacciosa Fortuna.

L’uso di questo gesto in parecchie e differenti culture è probabilmente dovuto alla vasta influenza geografica dell’Impero Romano e della civiltà greco-romana.

Secondo un’altra interpretazione, il gesto del dito medio alzato risalirebbe alla Guerra dei cento anni tra inglesi e francesi: l’esercito dell’isola britannica stava vincendo la guerra con incursioni sul territorio francese.

La grande arma in più dell’esercito inglese erano gli arcieri: questi usavano il dito indice e il medio ogni volta che dovevano scoccare una freccia. Fu per questo che a ogni arciere catturato dai francesi venivano amputate le due dita.

Da questo episodio deriva il gesto denigratorio, non a caso tipico dei paesi anglosassoni, del dito medio e indice alzati con il dorso della mano rivolto all’offeso.

Era questo infatti il gesto (con due dita e non con una) che gli arcieri inglesi non catturati dai francesi, mostravano agli avversari prima di ogni battaglia, la classica “V” usata ancora oggi dagli inglesi a mo’ di offesa, da non confondersi con la “V” di “vittoria”, resa celebre da Winston Churchill, in cui a essere rivolto verso l’esterno è il palmo della mano e non il dorso.

Alcuni storici ritengono che nel mondo greco, il digits impudicus, fosse anche usato per indicare un rapporto omosessuale.

Il gesto potrebbe essere stato importato negli Usa dai primi immigrati italiani.

“Il dito medio rappresenta il pene e le dita arricciate su entrambi i lati, i testicoli”, scriveva l’antropologo Desmond Morris. “Così facendo, state mostrando a qualcuno un fallo, che è un comportamento molto primitivo”.⁠

Oggi

Maurizio Cattelan in Piazza della Borsa a Milano, davanti alla sua opera L.O.V.E.

Oggi il gesto è ampiamente usato in quanto diffuso dal cinema statunitense anche laddove non era conosciuto.

In Italia, ad esempio, era molto utilizzato per offendere il gesto delle corna (celebre la scena in cui Vittorio Gassman “fa le corna” nel film “il sorpasso” di Dino Risi), ma dagli anni 80 questo è stato affiancato dall’uso del “dito medio”, che spesso soppianta anche il gesto dell’ombrello (anche se in contesti diversi).

Significato

Il significato originale del gesto è dibattuto. Una possibile origine è spiegabile come dire un invito a subire, non necessariamente da parte dell’autore, un rapporto anale ed equivarrebbe all’espressione verbale vaffanculo; poi il gesto di accompagnamento, ovvero il movimento del gomito e del braccio, maggiormente rafforza l’idea di penetrazione.

(Fonte Wikipedia)