Le 7 cose che non sapevi su Steve Jobs

Le 7 cose che non sapevi su Steve Jobs

Avrebbe compiuto 66 anni, ma un cancro se l’è portato via dieci anni fa. Il fondatore di Apple era famoso per l’estrema riservatezza in cui viveva, per questo molti potrebbero non conoscere alcuni retroscena interessanti della sua vita.

Ve ne proponiamo 7  tra quelli più significativi.

Imprenditore, innovatore, inventore, creativo e, soprattutto, un grande visionario. Steve Jobs è nato il 24 febbraio del 1955 a San Francisco, figlio di madre svizzera e padre siriano ma adottato subito dopo la nascita da Paul e Clara Jobs. In 56 anni di vita ha rivoluzionato il mondo: iPod, iPhone e iPad, ma anche l’intera linea di Mac e il negozio digitale iTunes.

Oggi avrebbe compiuto 66 anni, ma un cancro se l’è portato via dieci anni fa.

Il fondatore di Apple era famoso per l’estrema riservatezza in cui viveva, per questo molti potrebbero non conoscere alcuni retroscena interessanti della sua vita.

Ve ne proponiamo 7 tra quelli più significativi.

1. La nascita e l’adozione

Jobs è stato adottato subito dopo la nascita da Paul e Clara Jobs, una coppia di Mountain View, in California. Una volta adulto, Jobs ha rintracciato la sua famiglia biologica: sua madre, Joanne Simpson, era una studentessa e ora logopedista, mentre il padre, Abdulfattah John Jandali, era un siriano che aveva abbandonato il suo paese all’età di 18 anni. Ora lavora come vice direttore in un casino del Nevada. Negli anni Jobs ha contattato la madre, ma non si è mai avvicinato al padre biologico.

2. Jobs aveva una sorella

Effettuando ricerche sui genitori biologici, Jobs scoprì di avere una sorella: Mona Simpson. Autrice di successo, Mona è famosa per aver scritto Dovunque ma non qui, una storia sul rapporto tra madre e figlia poi adattata per una versione cinematografica con Natalie Portman e Susan Sarandon. Dopo essersi riuniti, Steve e Mona hanno sviluppato una solida relazione. Durante un’intervista al New York Times, Jobs ha affermato: “Siamo una famiglia. È la mia unica e migliore amica al mondo. La chiamo e le parlo tutti i giorni”. Il libro Dovunque ma non qui è dedicato “a mio fratello Steve”.

3. Il periodo all’Atari

Forse non tutti sanno che Jobs ha sviluppato un videogioco. Lo ha fatto nel 1975 durante il suo periodo all’Atari, dove ha contribuito alla creazione di Breakout, un videogioco dal gameplay simile a quello di Pong. A Jobs fu offerto un contratto da 750 dollari, più un extra di 100 dollari per ogni chip rimosso dal design finale del gioco. Il futuro fondatore di Apple chiese aiuto a Steve Wozniak – diventato poi suo socio durante i primi anni dell’azienda – il quale riuscì a ridurre così tanto il design del prototipo che Atari fu costretta a pagare 5 mila dollari di bonus. Jobs, però, tenne i soldi per sé e diede a Wozniak solo 375 dollari.

4. Il nome Apple

È proprio il lavoro all’interno di Atari ad aver ispirato il nome Apple. La motivazione, però, è alquanto singolare. Interrogato sul significato del nome dato alla sua azienda, Jobs ha risposto di aver scelto Apple perché in questo modo il nome sarebbe apparso prima di Atari sulla rubrica telefonica. Inoltre, ha affermato di essere un appassionato di mele e di aver dovuto scegliere il nome in poche ore. In realtà i riferimenti possibili sono molti, dalla famosa mela caduta in testa a Newton al frutto proibito mangiato da Eva.

5. Lo stipendio

Si potrebbe pensare che lo stipendio di Jobs fosse caratterizzato da cifre enormi. In realtà non è così. Durante il suo periodo alle redini dell’azienda, infatti, Jobs ha guadagnato solo 1 dollaro all’anno. “Ottengo 50 centesimi se mi faccio vedere” ha scherzato Jobs durante un’intervista “Gli altri 50 centesimi dipendono dalle mie performance”. Una pratica diffusa in molte grandi aziende del settore tecnologico: Larry Page, Sergey Brin ed Eric Schmidt di Google, per esempio, seguono la stessa moda. Nel 2011 Jobs possedeva azioni di Apple per un valore totale di circa 5,5 milioni di dollari. Nonostante lo stipendio misero, la fortuna di Jobs era immensa: basti pensare che nel 2006 ha venduto la Pixar per 7 miliardi di dollari ed era considerato il 110mo uomo più ricco del mondo. Se non avesse venduto le sue azioni Apple prima di andarsene dall’azienda nel 1985, al momento della sua morte sarebbe stato il quinto uomo più ricco del mondo.

6. La sua macchina non aveva una targa

L’auto di Steve Jobs non aveva targa. Non perché il governo gli avesse concesso qualche sorta di permesso, ma perché il fondatore di Apple sfruttava una particolarità della legge californiana. In poche parole, all’interno dello stato gli automobilisti possono circolare per i primi sei mesi senza targa, questo per permettergli di ottenerne una. Jobs, quindi, ogni sei mesi cambiava la propria Mercedes SL55 AMG grazie ad un accordo con una società di leasing. In questo modo ha guidato senza targa per anni, senza per questo andare contro nessuna legge. Un vero e proprio esempio di “Think Different”.

7. Le ultime parole

A raccontare gli ultimi momenti di vita di Jobs è la sorella Mona che, attraverso l’elogio funebre pubblicato sul New York Times, sfoga emozioni e sentimenti legati ad un rapporto che negli anni si era fatto sempre più importante. Negli ultimi istanti prima di spirare, Jobs ha guardato prima la sorella, poi i figli e la moglie Laurene. In seguito ha alzato lo sguardo sopra le loro spalle, guardando nel vuoto e ripetendo tre volte parole di stupore: “Oh wow, oh wow, oh wow”.

(Fonte bit.ly/3pCuSGO)