KHALED AL ASAAD – UN ARCHEOLOGO EROE

Khaled al Asaad, archeologo, la custodiva da più di mezzo secolo, dal 1962. Ne era direttore, “guardiano”. Palmira era la sua vita, e quando nel 2015 si rese conto che l’Isis stava avanzando verso la città, nascose le opere d’arte per proteggerle dalla barbarie, dal furto e dalla distruzione degli jihadisti. Per questo venne rapito e torturato.

Ma Khaled non parlò. A ottantatre anni resse un mese di torture, ma non parlò. Allora gli jihadisti, quando si resero conto che non gli avrebbero tirato fuori una sola parola, ebbero un’idea: lo trascinarono nel centro della sua Palmira, nell’anfiteatro romano, dove era entrato mille volte come direttore del sito, quando non c’era la guerra; poi chiamarono una folla, e lo decapitarono lì, in pubblica piazza, per poi appendere il corpo ad una colonna.

Oggi da Damasco fanno sapere che il suo corpo, dopo sei anni, sembra esser stato ritrovato: era sepolto in mezzo al deserto, dove qualcuno lo aveva trascinato dopo l’esecuzione.

Se così dovesse davvero essere, avrà finalmente una degna sepoltura; degna di un uomo che, davvero senza retorica, ha insegnato il significato della parola onore, senso del dovere e sacrificio, e la cui memoria è da tramandare come esempio per tanti.

(Fonte FB Leonardo Cecchi)