ARGIRIA 235 views - 7 Giugno 2021 – Pubblicato in: Lo Sapevi che, Parole – Tags: ,

BREVI CENNI SULL’ARGIRIA

ARGIRIA, Fenomenologia
La testa è esposta al “Museo di Patologia Morgagni” di Padova. Foto di Carlo Vannini, tratta dal libro “Sua Maestà Anatomica“, pubblicato da “Logos Edizioni”  (testo in italiano e inglese).

L’argiria, o argirosi, (dal greco ἄργυρος, che significa “argento”) è un’alterazione cutanea consistente nella colorazione blu-grigiastra della pelle. L’assunzione cronica di prodotti d’argento porta ad un accumulo graduale di composti in varie parti del corpo.

L’esposizione alla luce solare di composti d’argento pallidi o incolori li decompone in metallo argentato o solfuri d’argento. Questi prodotti si depositano come particelle microscopiche nella pelle, in forma di pigmento scuro.

All’incirca dalla metà del XIX  secolo, i medici sapevano che l’argento o i composti a base d’argento possono far sì che alcune aree della pelle e altri tessuti del corpo diventino grigi o blu-grigi.

Il medico tedesco Johann Abraham Albers, nel 1815, racconta il caso di una donna che aveva contratto una colorazione blu in tutto il corpo.


CENNI STORICI

ARGIRIA, Fenomenologia
Johann Abraham Albers (Brema, 20 marzo 1772 – Brema, 24 marzo 1821) in un ritratto del 1813 di Georg Friedrich Adolph Schöner.

Albers riferì di non essere stato inizialmente in grado di rintracciare la causa di questo fenomeno. Successivamente, però egli ricevette una lettera da parte di un collega, il dottor Reimarus, di Amburgo, che lo informava come nella sua città due pazienti avevano mostrato una colorazione blu della cute dopo  l’uso del “nitrato d’argento“. Inoltre egli apprese di un fatto simile a Berlino. A questo punto, il dott. Albers riuscì a collegare i due fenomeni anche attraverso l’esperienza personale e potè raccontare la storia della sua paziente che aveva contratto la colorazione blu della pelle: questa donna era una signora obesa di 30 anni, affetta da epilessia, alla quale egli aveva somministrato come terapia nitrato d’argento in forma di pillole. Dopo aver assunto queste pillole per circa 3 anni e mezzo il colorito della signora iniziò a diventare bluastro, inizialmente nel volto, e poi nel resto del corpo, e sempre con maggior intensità di tonalità.

L’argiria si verifica nelle persone che ingeriscono o inalano l’argento in grandi quantità per un lungo periodo (da diversi mesi a molti anni). Le persone che lavorano in fabbriche che producono prodotti in argento possono anche respirare l’argento o i suoi composti. In passato, alcuni di questi lavoratori sono diventati argirici. Storicamente, l’argento colloidale, una sospensione liquida di particelle microscopiche d’argento, fu usato come farmaco per trattare una varietà di malattie internistiche. Negli anni quaranta del novecento, questo prodotto fu superato dall’uso di prodotti farmaceutici di tipo antibiotico, come la penicillina.

(Fonte http://www.storiadellamedicina.net/brevi-cenni-sullargiria/)