PIZZA PARTY DAY 119 views - 21 Maggio 2021 – Pubblicato in: Lo Sapevi che, Parole – Tags:

PIZZA PARTY DAY– 21 MAGGIO

ETIMOLOGIA E ORIGINE DELLA PIZZA

In occasione del Pizza Party Day che si festeggia oggi, parleremo di: PIZZA. È buona, è semplice, è economica ed è amata da tutti
Sull’“invenzione” della pizza abbondano gli aneddoti e le ipotesi al punto che alcuni aspetti della sua vicenda restano avvolti nel mistero. 

Proviamo allora a ricostruire la storia del piatto più famoso al mondopartendo dalla storia (e dal significato) della parola che lo designa.

Etimologia

L’etimologia del sostantivo pizza è dibattuta. Esistono varie ipotesi, tra cui la derivazione da pizzo e questo, a sua volta, da un’onomatopea p…zz associata all’idea di “punta”.
Altre ipotesi sono che derivi da picea (placenta) come calco del greco antico πίττα, pítta (nel senso di “pece”). Si è pensato anche a una derivazione dal germanico (longobardo o gotico) dell’alto tedesco d’Italia bĭzzo-pĭzzo (da cui anche in tedesco moderno Bissen: “boccone”, “pezzo di pane“, “tozzo di focaccia“).
Questa tesi sarebbe pure confermata dall’area di diffusione originaria della parola, che coinciderebbe con il regno e i ducati longobardi di Benevento e Spoleto.

Tuttavia la diffusa presenza, in area balcanica di pita, induce alcuni studiosi a cercare nel greco πίτα, píta l’origine dell’italiano pita, da cui poi pizza per incrocio con pezzo.
Anche lo storico Alessandro Barbero propone una sua derivazione dal termine greco/medio-orientale “pita” ma attraverso la pronuncia dei Longobardi pitza.

Insomma, molte sono le ipotesi sull’origine della parola e altrettante quelle sulla sua derivazione storica.
Vediamole insieme.

Origine

La pizza ha una storia lunga, complessa e incerta. Le prime attestazioni scritte della parola “pizza” risalgono al latino volgare della città di Gaeta nel 997. Un successivo documento, scritto su pergamena d’agnello, di locazione di alcuni terreni e datato sul retro 31 gennaio 1201 presente presso la biblioteca della diocesi di Sulmona-Valva, riporta la parola “pizzas” ripetuta due volte. Già comunque nell’antichità focacce schiacciate, lievitate e non erano diffuse presso gli Egizi e i Romani (offa).

La pizza “napoletana”

In tutti gli esempi considerati finora, per “pizza” si intende una focaccia o una torta, dolce o salata.
Ma poi, ad un certo punto della storia, succede qualcosa: ai primi dell’Ottocento, varie testimonianze documentano che la pizza, presso il popolo napoletano, è diventata qualcosa di diverso dalla semplice focaccia o dalle pizze ripiene presenti in principeschi banchetti rinascimentali. Era nata la pizza “napoletana”.

Una delle prime descrizioni della moderna pizza napoletana si deve ad Alexandre Dumas (padre) che fu a Napoli nel 1835, e la inserì nelle sue “Impressions de voyage”. Ma un altro francese ne aveva parlato prima di lui: si tratta dell’archeologo e storico dell’arte Aubin-Luis Millin, arrivato in Italia alla fine del 1811. Tra le sue carte manoscritte, c’è un appunto inedito, intitolato, in italiano, “Venditore di pizze”, che fa così:

“La pizza è una specie di pane senza lievito di forma piatta e rotonda, su cui si mettono alcuni piccoli pesci chiamati alici; la si mangia così oppure se ne aumenta il gusto mettendoci sopra dell’aglio o dei pomodori tritati sui quali si versa dell’olio o del formaggio in polvere. I venditori chiamati “pizzaioli” portano in mano delle specie di pale da forno dal manico corto sulle quali sono le pizze calde calde, gridando in dialetto napoletano “pizze, pizze, venite che sono grosse, quanto sono grosse” […]. Si fanno così anche pizze più grandi e ripiegate e le si guarniscono con una specie di preparato di latte chiamato “muzzarella”, tagliata a pezzetti. […] La muzzarellasembra un vero formaggio molle, le più buone vengono da Aversa”.

Insomma, la pizza da lì in poi ha avuto un successo straordinario ed è entrata a far parte persino della nostra cultura Italiana identificandoci con la magnifica pietanza.

È approdata prima a Roma, poi si è diffusa in tutta Italia e, ad oggi, è uno dei cibi più amati e apprezzati anche in tutte le altre parti del mondo.